La riforestazione urbana rappresenta una delle sfide più attuali e strategiche per rendere le città più vivibili e resilienti ai cambiamenti climatici. Piantare alberi in ambito urbano non ha solo una funzione estetica, ma contribuisce concretamente a migliorare la qualità della vita. Gli alberi riducono l’inquinamento atmosferico, mitigano le isole di calore grazie all’ombreggiatura e all’evapotraspirazione, e migliorano il benessere psicofisico dei cittadini.
In estate, la presenza di alberature può ridurre la temperatura percepita anche di 2-3°C, rendendo più sostenibile il microclima urbano. In Italia, città come Milano, Torino, Bologna e Roma stanno sperimentando modelli innovativi di forestazione urbana, integrando la piantumazione di alberi nei piani regolatori e nei progetti di rigenerazione di aree dismesse o degradate.
A Milano, ad esempio, il progetto Forestami si propone di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 nell’area metropolitana, creando nuovi boschi urbani e cinture verdi. A Torino, interventi di microforestazione ispirati al metodo Miyawaki stanno trasformando spazi marginali in veri ecosistemi urbani.
La riforestazione in città non è solo un’azione ambientale, ma anche sociale: coinvolge scuole, associazioni e cittadini in percorsi partecipativi, educa al rispetto del territorio e restituisce valore agli spazi comuni. Ogni albero in città è un investimento a lungo termine, capace di generare benefici ambientali, economici e culturali. E in un’epoca in cui oltre il 70% della popolazione europea vive in ambito urbano, il verde pubblico diventa una vera e propria infrastruttura verde da progettare, curare e difendere.